venerdì 30 agosto 2019

" Le tecniche nonviolente dipendono dal contesto,
in parti
colare dal tipo di conflitto che si deve affrontare."
Tonino Drago in: "Storia e tecniche della nonviolenza. 2006"

domenica 21 luglio 2019

"Mi sono ricordato di qualcuno che mi diceva: «Si fa presto a dire pace .. ». Quella paura del nemico, l'ho vista ancora con i miei occhi e udita con le mie orecchie, non è solo diffidenza, sospetto. No! Alimenta tali veleni e tali odi paragonabili ai torrenti carsici [..] così anche tali veleni e tali odi spariscono per poi ripresentarsi nel tempo."
(Franco Vaccari in: "stoRYcycle - la bellezza di storie rovesciate"  2018)
"La linea-guida, ricavata da una vicenda ventennale, è la decostruzione dell'immagine ingannevole del nemico. Quando due gruppi, due popoli, due Stati sono in guerra, ne deriva che, per il solo fatto di esistere e di appartenere all'altra parte, ciascun membro è nemico e , non solo, che lo voglia o no, si autopercepisce come nemico ed è percepito come nemico, cioè ostacolo alla felicità, alla propria esistenza, alla propria famiglia, alle appartenenze sociali, al proprio popolo."
(Franco Vaccari in: "s-confinamenti - un approccio al conflitto"  2018)

sabato 20 luglio 2019

".. presento una scoperta che mi sembra valida per ogni donna e ogni uomo, di qualsiasi età e cultura: nella relazione con l'altra persona cercare o, forse, fiutare il nemico quando ancora non si è manifestato, è esperienza liberante e fa crescere in forza e bellezza. Poi, cercare la 'persona' nel nemico quando si fosse insediato. E' esperienza stupefacente che, svelato l'inganno, permette di accedere all'autenticità e riapre alla vita."
(Franco Vaccari in "Metodo Rondine - trasformazione creativa dei conflitti" 2018)
"La ventennale ricerca è giunta a focalizzarsi sulla relazione, o meglio sulla capacità relazionale della persona che può essere più o meno sviluppata o ferita e bloccata; infatti su ognuno incombe l'inimicizia con il rischio di esiti violenti (taluni reversibili) e distruttivi (irreversibili). Se la svolta nel processo di conoscenza è stata la scoperta della refrattarietà, l'approdo del Metodo Rondine è la relazionalità pacificata: diventare consapevoli dei rischi e delle opportunità di cui ciascuna persona è portatrice in ogni relazione. Si forma una specie di 'competenza' - i medievali la chiamavano un habitus, una disposizione permanente di cui si è rivestiti - per prevenire la costruzione del nemico e avviarne o facilitarne la decostruzione nei contesti relazionali e sociali dove è già avvenuta."
(Franco Vaccari in "Metodo Rondine - trasformazione creativa dei conflitti" 2018)

venerdì 8 marzo 2019

"Rondine Cittadella della Pace vorrebbe provare a essere testimonianza vivente della tessitura della comunità la cui trama intreccia i fili della fiducia: un sogno che anima un progetto, un progetto che prova a cambiare la realtà"
(Luca Alici in: "Dentro il conflitto, oltre il nemico - il «metodo Rondine»" 2018)
"Nella Cittadella ci si accoglie da nemici, ci si veglia da nemici, si producono conflitti, si entra nel rischio del conflitto, non si disinnescano incertezza e sofferenza; ci si assume la pericolosità del contatto, senza annullarla; si sperimenta come diventare amici o magari scoprirsi fratelli nella comune umanità". (Luca Alici in: "Dentro il conflitto, oltre il nemico - il «metodo Rondine»" 2018)